Dopo il grande successo dell’iniziativa “pedaggio no-grazie” che ha visto giungere presso il Nostro villaggio moltissimi ...
Il litorale viene denominato Riviera di Ulisse perchè diversi personaggi del racconto omerico mossero verso queste aree: Enea, che prima di raggiungere Lavinio sostò a Gaeta dove perse la nutrice Cajeta; corace d’Argo o Dardano, cui si fa risalire la fondazione di Cori; Ulisse, che ormeggiò le sue navi nell’odierno Golfo di Gaeta dove si rifornì d’acqua e s’imbattè nei terribili Lestrigoni, a Terracina dove seppellì l’amico Elpenore, al Circeo dove visse anni d’amore con la Maga Circe, alle Isole Pontine che disputano al Circeo il mito di quell’amore. Ragioni, dunque, per legare questa mitica terra ad un mitico eroe.
Il Tempio di Giove Anxur, del I sec. a. C., sorge sul Monte S.Angelo. È dedicato alla massima divinità pagana e domina l’intero panorama del golfo di Terracina.
Di esso rimane l’imponente basamento a dodici arcate e un criptoportico; all’esterno sono ancora visibili i basamenti dell’edificio riservato ad indovini ed auguri per interrogare gli dei ed interpretare i segni. Era uno dei più vasti templi dell’antichità.
L’odierna Piazza del Municipio, sorta sul Foro Emiliano, è il centro della città antica. Ha una notevole pavimentazione a lastroni e mostra le rovine di un edificio di epoca romana.
Portici, loggiati ad archi acuti, bifore e trifore rivelano l’impronta gotica. Sempre nei paraggi si fondono insieme tracce romane (teatro e capitolium) con tracce medioevali (cattedrale, palazzo Venditti, torre dei Rosa, castello dei Frangipane e Palazzo Braschi). La cinta muraria, composta da tratti bizantini e medioevali, segue l’antico tracciato romano con numerose torri del XVIII sec.


La residenza imperiale si sviluppava per oltre trecento metri di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva, oltre ai quartieri di servizio e quelli più propriamente abitativi, un impianto termale, manufatti per le riserve d’acqua e un attracco privato. Il Museo Archeologico di Sperlonga, annesso all’area della Villa, è stato realizzato agli inizi degli anni Sessanta per ospitare i pregevoli reperti scultorei rinvenuti negli scavi condotti nel sito a partire dal 1957.
Ha un’estensione di km² 80. Istituito nel 1934, comprende, oltre alla foresta e al promontorio del Circeo, i laghi pontini, le dune che li inframmezzano e l’isola di Zannone (arcipelago delle Pontine).
All’interno delle foreste demaniali del parco si accede solo a piedi o in bicicletta; in alcune aree di riserva integrale si entra solo previa autorizzazione.

